Giro E incontra

Giro E incontra Agenzia Nazionale del Turismo

By 10 Maggio 2019 No Comments

Giro E incontra Agenzia Nazionale del Turismo, uno dei dieci team che compongono lo schieramento del Giro elettrico 2019. Anche in questo caso, dietro la partecipazione c’è un’idea forte: raccontare l’Italia attraverso la bicicletta e il Giro. La modalità è altrettanto interessante: hanno invitato a pedalare giornalisti da tutto il mondo. Ne parliamo con Giovanni Bastianelli, direttore esecutivo di Agenzia Nazionale del Turismo – Enit.

Com’è nato il vostro rapporto con Giro E?
Abbiamo cominciato a lavorare con il Giro d’Italia l’anno scorso, suggerendo itinerari enogastronomici attraverso La Gazzetta dello Sport. L’idea di un evento con le e-bike ci ha subito entusiasmato, perché l’avvento della bici elettrica sta sconvolgendo, in positivo, il turismo italiano. Soprattutto quello estivo, della montagna, ma anche quello dove la bici elettrica fa la differenza: i percorsi che prima erano esclusiva di persone allenatissime. Oggi la platea di coloro che possono raggiungere certi luoghi si è ampliata e di molto. Non potevamo non essere a bordo di Giro E. È una grande idea per l’Italia. Girare l’Italia in bicicletta è la cosa migliore che un turista possa fare.

Avete invitato giornalisti da tutto il mondo.
La nostra squadra sarà formata da 33 ciclisti, perché diamo il cambio ogni tre tappe. Sarà formata da giornalisti, opinion leader, influencer e operatori turistici veri e propri, tour operator stranieri. Quando abbiamo comunicato questa decisione alle nostre 30 sedi all’estero, pensavamo fosse difficile trovare 30 o 40 nominativi di persone disposte a fare il Giro. Invece abbiamo avuto il triplo delle richieste. Una risposta incredibile. È la potenza del Giro d’Italia. Siamo molto felici.

Da dove vengono questi giornalisti?
Un po’ dappertutto. Nelle prime tappe avremo partecipanti da Spagna, Corea, Stati Uniti, Brasile. I tre giorni successivi ci saranno un russo, un canadese, un tedesco, un americano e una svizzera, che tra l’altro è una campionessa di triathlon. La maggioranza viene da molto lontano. Per noi è un’esperienza nuova e da un punto di vista organizzativo è impegnativo, ma pensiamo che ne valga assolutamente la pena. Abbiamo studiato un’ospitalità particolare, affinché scoprano e poi parlino anche della località di partenza e di arrivo del Giro E. Abbiamo lavorato con le amministrazioni locali. La prima tappa dormiremo a San Gimignano: solo portarli lì sarà un’esperienza unica, per loro, e la faranno dopo avere disputato la prima tappa del Giro E. Una cosa bella, importante.

Cosa intendete mostrare loro?
La bellezza dell’Italia. In particolare, vogliamo promuovere le aree minori. I borghi, le aree interne. Vogliamo mostrare che l’Italia non è fatta solo dalle città d’arte, ma da una parte rurale, da girare lentamente, che è stupenda ed è uno dei punti di forza del nostro Paese. È un tipo di turismo che sta entrando in maniera forte nella nostra cultura. I turisti internazionali l’hanno capito, è un settore che sta crescendo tantissimo. Arrivo a dire che la bicicletta per il turismo ha oggi un’importanza straordinaria.

In effetti il cicloturismo è un genere di vacanza sempre più diffuso, ma piace soprattutto agli stranieri.
È vero, più del 60 per cento dei cicloturisti che visitano l’Italia sono stranieri. In particolare, centro Europa e Stati Uniti sono i Paesi che ci frequentano da più tempo. Ma anche da noi le cose sono cambiate. In Italia c’è tanta gente che va in bicicletta: dobbiamo portarli verso un turismo sostenibile e a scoprire panorami che molti di loro non hanno ancora visto. Trascorrere delle vacanze dove poter fare dell’attività motoria, andare in luoghi dove la natura è preponderante, è ormai un’idea sdoganata. La sensibilità, che una volta era bassa, sta cambiando anche in Italia. Poi noi abbiamo anche una cultura ciclistica evoluta: questo è un vantaggio per il nostro Paese.

Che si distingue per la sua bellezza.
Non solo. Noi abbiamo la forza della diversità, del territorio, della cultura. E un patrimonio diffuso: in Italia trovi il bello ovunque. E la bici, ripeto, è un modo perfetto per scoprire l’Italia. Fai turismo in movimento, vai in vacanza facendo del moto: stupendo. E la e-bike è stata un acceleratore: ha rivoluzionato il modo di intendere la vacanza estiva in montagna, per esempio.

Chi sarà il vostro capitano?
Massimiliano Lelli. Sarà lui il capitano per tutte le tappe. Parla diverse lingue, ha un grande entusiasmo. E a proposito di campioni, nella tappa di Aosta ci sarà Marco Albarello. Non ci interessa particolarmente l’aspetto agonistico, ma avere Lelli come capitano ci fa sperare di poter conquistare una maglia. E poi diversi ospiti sono giornalisti del settore, quindi allenati. È un aspetto divertente di Giro E.

È il richiamo del Giro d’Italia.
Le tappe di montagna saranno speciali, perché i nostri ospiti dovranno arrivare dove arrivano i professionisti. Sono curioso di vedere cosa capiterà su salite così importanti. Ma soprattutto, sono fiducioso che sarà uno spettacolo incredibile. Il Giro per l’Italia è una vetrina straordinaria per il Paese. Per tre settimane, in televisione, sui giornali, si mostra l’Italia in tutto il mondo. L’Italia vera, quella fuori dalle solite rotte.

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