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Tappa 13: da Erba a Como

By 26 Maggio 2019 No Comments

Giro E in crisi d’identità. La tappa numero 13 è Giro versione Lombardia o Lombardia versione Giro? Qualsiasi sia la risposta, non cambia nulla. È stata l’ennesima (la tredicesima, per essere precisi) bella esperienza per l’allegra compagine del giro elettrico, che in due settimane è passata dal Centro Italia alle montagne alpine, dalle salite della Val d’Aosta ai laghi della Lombardia, dalla Bassa ai muri romagnoli. Panorami sempre diversi. Un vero Giro d’Italia fuori dalle rotte del turismo e dei luoghi comuni.

Oggi era il turno del Sormano Show. Non il Muro ma la Colma (ci mancherebbe, ha fatto notare qualcuno, evidentemente sospettoso del reale supporto che una bici a pedalata assistita può dare). Di nuovo: poca la differenza, è l’esperienza che conta. Il salire su pendenze elevate con la forza delle proprie gambe coadiuvata dalla spinta del motore, in uno scenario unico (anche oggi stupendo) e con appena un paio d’ore rispetto al passaggio di Sua Maestà il Giro d’Italia.

Percorso fantastico, oggi. Quello del Lombardia, una delle classiche del ciclismo, appannaggio dei più grandi. Oltre i giri di parole, oggi i partecipanti del Giro E hanno pedalato nella storia. Salite che rendono la bicicletta un’attività seria. Intendiamo Ghisallo, per la precisione la salita alla Madonna del Ghisallo, che è una sorta di pellegrinaggio ciclistici; Colma di Sormano, che non sarà il Muro ma è pur sempre Sormano, sinonimo di fatica e soddisfazione, di ciclismo con la ci maiuscola; e per finire, Civiglio, salita più breve ma intensa, che nella gara vera, il finale del Giro d’Italia, ha visto la stoccata di Vincenzo Nibali, con la sua stoccata in una discesa a crepapelle.

Una tappa incredibile, con il lago una volta a sinistra, una volta a destra, e poi le colline, il mangiabevi, la salita pura, e la ciliegina sulla torta rappresentata dal Museo del Ghisallo, che durante la sosta per il cambio delle batterie qualcuno è riuscito pure, molto rapidamente, a visitare. In soldoni, quanto può desiderare un ciclista.

Per uno che ama la bici, questa zona è il massimo. Offre tutti i percorsi che vuoi: salite dure, salite alla portata di tutti, scorci incantevoli, strettoie in paesi dalle case in pietra antichissime. Qualcosa che un ciclista dovrebbe provare almeno una volta nella vita.

Sul fronte delle classifiche, la volata tra i capitani è andata a Viktor Filutás, che ci sta prendendo gusto. Il suo Epowers Factory Team conquista così anche una terza maglia, per un totale di Viola, Rossa e Arancio. La Verde rimane alla Kilocal-Selle SMP, unica formazione femminile di Giro E.

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