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Tappa 8: da Lugo a Modena

By 21 Maggio 2019 No Comments

Prima tappa da velocisti puri, prima tappa piatta del Giro d’Italia. Ma anche del Giro E, che questa volta ricalca diremmo pedissequamente il percorso dei pro e sfiora la stessa loro lunghezza: 115 a 145 chilometri.

Importantissimo mantenere la media, pedalata regolare. Oggi le batterie non fanno la differenza. Anzi, non si sono usate quasi, perché a 25 chilometri orari il motore smette di assistere il ciclista, che deve contare solo sulle proprie gambe e sul proprio fiato. Velocità media oltre i 30 all’ora, sotto il sole e con la prima giornata di caldo di questo giro. Non propriamente una passeggiata.

Le prove di regolarità oggi sono state le protagoniste, con i team concentrati a mantenere le medie orarie loro assegnate. Ma soprattutto, quella di oggi è stata la tappa dei sapori: partenza da Lugo di Romagna e arrivo a Modena, Emilia piena. Gnocco fritto, salumi, tigelle, tortellini, brodetto di pesce, cotechino, lambrusco, e chi più ne ha più ne metta. Un menu da perdere la testa. Come questa tappa, che sulla carta sembrava facile e facile non lo è stata (media elevata), che era tutta in pianura e piatta dura, ma è risultato un viaggio in quella poesia d’Italia che è la Bassa, patrimonio universale di cultura e tradizioni, agricoltura e tranche de vie. Le visioni devi andarle a cercare, gli incontri guadagnarteli; non è come in montagna, dove il panorama è naturalmente espresso, tanto che sembra messo lì apposta per gli occhi dello spettatore. Qui occorre talento. Come diceva Piovene, ci sono panorami fatti per occhi che li sanno guardare. Altro nume tutelare, per chi fosse interessato: Cesare Zavattini, che infatti era di Luzzara.

Tornando ai temi ciclistici, parata di stelle dello sport, stamattina in piazza Francesco Baracca a Lugo: Luca Toni, Carlton Myers, Valentina Marchei, Anna Mei. Bel colpo d’occhio. Pedalare accanto a loro è uno dei plus di questo evento unico al mondo. Anche perché solo Giro E, e il team Milano Cortina 2026, potevano riuscire a portare in bici due non proprio pedalatori quali Toni e Myers.

Bella foto di gruppo sotto l’occhio di pietra di Francesco Baracca, asso della prima guerra mondiale, il cui cavallino rampante è diventato il marchio più famoso del mondo grazie alle rosse, intese come automobili, di Enzo Ferrari, un altro fuori quota di queste parti.

Al traguardo, dopo un acciottolato nel centro di Modena degno del miglior pavé della Roubaix (è un complimento, naturalmente), primo Diego Cecchi, capitano del team De Rosa. Situazione maglie: Rossa e Viola per Epowers Factory Team; Verde e Arancio per Kilocal-Selle SMP. Parità, ma solo per il momento.

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